Yoga e Prurito

Yoga e Prurito

Nerella Petrini – Dermatologo

Fulvia Filippi, Michela Giuntoli – Insegnanti Yoga 

Desideriamo rivolgere la nostra attenzione ad uno dei disturbi più temuto dai pazienti dermatologici: il prurito. 

Il prurito è il sintomo più noto e frequente di numerose malattie cutanee, non solo da infestazioni parassitarie, come la scabbia e la pediculosi, ma anche non contagiose, come il lichen planus e simplex, la dermatite atopica, l’orticaria, la psoriasi, l’eczema e molte altre.

Inoltre, quando il prurito non è accompagnato da una primaria eruzione cutanea, può essere un importante segnale di patologie internistiche – quali il diabete, le insufficienze renali croniche, i disturbi della funzione tiroidea, fino a più gravi patologie tumorali, come le leucemie o i linfomi (ricordate il film di Nanni Moretti?) – oppure può essere dovuto all’assunzione di farmaci, a carenze di ferro, alla gravidanza ed a parecchie altre situazioni che non sto qui ad elencare per brevità.

Per quel che riguarda il nostro specifico interesse, desidero soffermarmi su una particolare forma di prurito, non accompagnato da alcuna diversa patologia, né cutanea né interna che lo giustifichino, che costituisce una malattia a sé stante chiamata “prurito sine materia”.

Per la maggior parte degli autori in ambito medico-scientifico, il prurito sine materia è considerato un’affezione psico-somatica o almeno connessa con fattori psicologici; basta riflettere su alcune espressioni del lessico comune – quali “mi prudono le mani” (per indicare il desiderio di aggredire qualcuno) oppure “non sto nella pelle” (per indicare bramosia, impazienza) per collegare facilmente il sintomo prurito con sentimenti di rabbia, di paura, di impazienza; ma anche di bramosia, di entusiasmo, di passione.

Se vogliamo definire il prurito, non possiamo che indicarlo come quella particolare sensazione che provoca il desiderio, spesso incontrollabile, di grattarsi. Il gesto del grattamento, da un punto di vista fisiologico, è finalizzato ad allontanare dalla superficie cutanea una presenza estranea potenzialmente pericolosa o, quantomeno, estremamente fastidiosa. Il grattamento può essere così violento da provocare escoriazioni sanguinanti fino a vere e proprie ulcerazioni e, causando dolore, induce un transitorio sollievo dal prurito e può, spesso, sconfinare nel piacere (da qui la definizione di “orgasmo cutaneo” attribuita al prurito). Il prurito può essere diffuso, generalizzato a tutta la superficie corporea, o localizzato; fra le aree più comuni si riscontrano le zone genitali e perianali, la parte alta del dorso, i canali auricolari, il cuoio capelluto e le mani.

Per la pratica yoga il prurito indica prevalentemente un forte squilibrio al chakra Manipura, il cui elemento è il fuoco, la fiammella che brucia dentro, ed il colore caratterizzante è il rosso.

Secondo la zona nella quale il prurito si manifesta, si può collegare lo squilibrio ad altri chakra e risalire perciò a quel “qualcosa che brucia dentro”: un entusiasmo, un amore, una passione o il fuoco dell’ira.

Comunque sia, si gratta nella coscienza finché si trova esattamente il fuoco che alimenta il disagio che, quasi sempre, è qualcosa di molto forte ed emotivamente coinvolgente.

La disciplina yoga può mettere ordine nelle pulsioni interiori, evidenziare e risolvere i temi oscuri, e talora incoffessabili, che si possono rivelare nelle varie forme di prurito.

In linea generale i principi sono:

• Venere → pelle

• Saturno → concentrazione

• Marte → violenza, fuoco

ASANAS

La sequenza delle ananas consigliate dovrebbe essere personalizzata in relazione alle zone soggette al prurito. Un qualificato Maestro/a yoga può insegnare le posizioni più appropriate per avere dei risultati evidente e veloci.

La sequenza che proponiamo svolge un’azione ampia, toccando i vari chakra ed è adatta ad un prurito diffuso a tutte le zone del corpo.

POSIZIONE: “SALUTO AL SOLE”: SURYA-NAMASKAR

1

Esecuzione della sequenza delle prime tre posizioni: posizione eretta e braccia lungo il corpo, iniziare portando le mani al petto e unirle (preghiera); successivamente allungare le braccia, portarle verso l’alto e spingere indietro inarcando la schiena e piegando leggermente le ginocchia; terminare la sequenza piegando il busto per portarlo più vicino possibile alle gambe, allungare le braccia appoggiando, se possibile, entrambe le mani a terra.

Tenere ciascuna delle tre posizioni per 5 respirazioni.

Questo inizio apre al cielo. E’ preferibile eseguire questa sequenza al mattino perché predispone il corpo e la mente ad affrontare la giornata positivamente e con energia.

Se poi si ha la possibilità di eseguirla rivolti verso il sole, l’efficacia aumenta.

In questa sequenza è molto importante seguire le indicazioni sulla respirazione.

POSIZIONE “CICOGNA PARZIALE”: PADAHSTASANA

2

Esecuzione: piedi a terra e gambe dritte piegarsi con il busto fino ad allacciare le mani alle caviglie. Spingere il busto cercando di posare il petto sulle gambe. Mantenere il collo rilassato.

Iniziare tenendo la posizione per 5 respirazioni pranayama. Aumentare gradualmente la posa fino a 20 respirazioni.

Calma l’eccitazione.

POSIZIONE “LA TARTARUGA” variante chiusa, braccia sotto le gambe e mani ai piedi: KUMASANA

3Preparazione: seduto, ginocchia a terra e piedi uniti; passare entrambe le braccia sotto le ginocchia dall’interno. Appoggiare le mani sopra i piedi.

Esecuzione: portare il viso ai piedi ed appoggiare la fronte.

Iniziare con 3 respirazioni Pranayama ed aumentare gradualmente man mano che la posizione diventa più comoda fino a 20 respirazioni.

La posizione è specifica per il prurito, libera lentamente dai turbamenti dell’ira, della passione e della paura.

POSIZIONE “IL RITIRO DEI SENSI”: SANMUKHIMUDRA (MUDRA O SIGILLO)

4Preparazione: posizione loto semplice (PADMASANA). Seduti comodamente su un cuscino alto, schiena dritta, portare le mani al volto e distribuire le dita delle mani sul viso (mano sinistra sulla parte sinistra e mano destra sulla parte destra). Chiudere gli occhi; posare gli indici sugli occhi, i medi sulle narici, gli anulari e mignoli sulla bocca per chiudere tutte le aperture all’esterno.

Esecuzione: Inspirare allentando la pressione delle dita; premere le narici nella fase di pausa di ritenzione; allentare nella fase di espirazione e premere nella ritenzione a vuoto.

Ripetere per 5 cicli di respirazione, aumentando gradualmente fino a 20 cicli di respirazione.

Il mudra, o sigillo, significa chiusura: in questo caso la posizione agevola l’introspezione.

I sensi sono rivolti all’interno ed entrando nel nostro essere si può scoprire la vera fonte di ogni pace, benessere e verità celati dentro di noi.

Questa posizione aiuta a liberarsi dalla “dittatura dei desideri” e quindi, placando il fuoco che arde dentro di noi, ci aiuta a combattere le pulsioni negative e risolvere disagi più o meno complessi, fra cui anche lo gradevolissimo disturbo del prurito.

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